Ancora una volta dedico questa sezione a un film di mostri giganti giapponesi (il genere noto come Kaiju Eiga) diretto da Ishiro Honda, lo stesso uomo che ha diretto metà dei classici lungometraggi di Godzilla (dal 1954 al 1974) e molti altri con protagonisti mostri, come Motra, Ameba spaziale o quello che vedremo dopo.
Sora no Daikaijū Radon Si trattava del primo film del genere girato a colori, che metteva alla prova l'abilità dei tecnici degli effetti speciali (con Eiji Tsurubaya al timone) che non potevano nascondersi dietro il cupo bianco e nero dei film precedenti. In Spagna questo film era inizialmente intitolato I figli del vulcano (dimostrando ancora una volta che i traduttori dei titoli avevano troppo tempo libero) ma è comunemente noto con il nome che gli è stato dato negli Stati Uniti: Filmano Il mostro volante, o semplicemente così Rodano.
Il film inizia mostrandoci la vita di alcuni minatori in un piccolo paese vicino al Monte Aso. Il primo shock per i minatori, da tempo sofferenti, arriva da un'alluvione sotterranea nella quale sono rimasti intrappolati diversi lavoratori. Una successiva indagine trova uno di loro morto con strani segni come causa della sua morte, notizia che si diffonde a macchia d'olio, facendo sì che voci indichino che l'altro lavoratore scomparso sia l'assassino.
Dopo una seconda indagine che si conclude in tragedia (con tutti i presenti morti) si comincia a vedere che la persona responsabile delle disgrazie non è umana (principalmente a causa del rumore che fa quando attacca). In qualche modo quell'essere riesce a uscire dalla miniera e ad attaccare uno dei protagonisti, cosa che condurrà l'esercito alla miniera per cercare di eliminarlo, situazione che farà sì che uno dei protagonisti venga isolato all'interno della miniera in balia di quegli insetti, perché sì, ce n'è più di uno.
![[Scienza dell'orrore] Rodan – I figli del vulcano (1956)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2015/05/Rodan1.jpg)
Mentre la polizia e i responsabili della miniera battezzano il mostro (Meganulon), un terremoto scuote la zona, facendo affondare parte della mina e liberando l'uomo che era rimasto intrappolato. Purtroppo le sue condizioni sono critiche e sembra aver perso la memoria.
Allo stesso tempo, alcuni aerei credono di vedere qualcosa volare in tondo ad alta velocità (il che ispirerebbe sicuramente il film) L'artiglio gigante uscito un anno dopo). Quell'essere risulta essere un tipo di rettile volante (simile ad uno Pteranodonte) che si trovava all'interno di un uovo nelle profondità della miniera e per qualche motivo ora è libero e ha deciso di volare in giro per il mondo causando enormi danni con le bufere di neve che crea a causa delle sue dimensioni e velocità. Questo mostro (chiamato Rodan) si è anche preso la briga di mangiare i Meganulon, quindi possiamo dimenticarcene a questo punto del film.
Da qui arriva la tipica scena dell'esercito che cerca di abbattere Rodan senza molta fortuna (ma serve come scusa per ascoltare un'altra melodia di Akira Ifukube) nello stesso momento in cui vediamo Rodan distruggere tutto sul suo cammino. Come si libereranno di lui?
![[Scienza dell'orrore] Rodan – I figli del vulcano (1956)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2015/05/Rodan3.jpg)
È difficile per me valutare questo film, soprattutto perché è abbastanza atipico nel suo approccio rispetto ad altri. Kaiju Eiga. Questo perché la prima parte del film ha un'atmosfera e uno stile più simili ai film horror di Ishiro Honda (come Matango) e la parte finale è il tipico film sui mostri giganti.
Non so se la sceneggiatura di questo film sia stata realizzata così fin dall'inizio, o se si tratti di un film che mescola idee provenienti da due progetti diversi, ma è ovvio che la miscela è un po' strana. È un po' scioccante vedere che i mostri delle scene claustrofobiche all'interno della miniera (il Meganulon) scompaiono improvvisamente e vediamo aerei, carri armati e altri elementi militari attaccare un gigantesco Pteranodonte.
![[Scienza dell'orrore] Rodan – I figli del vulcano (1956)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2015/05/rodan_61.jpg)
Gli effetti speciali sono molto riusciti in termini di modelli, anche se i mostri non escono così bene. Rodan realizza alcune inquadrature piuttosto sfavorevoli, ma che mettono in secondo piano l'apparizione del Meganulon, che, lungi dall'essere spaventoso, provoca una certa risata, distruggendo così l'atmosfera di terrore creata all'inizio del film.
Chi guarda il film per godersi Rodan dovrà pazientare, dato che il mostro volante appare solo al minuto 40, e le sue prime scene non sono molto godibili, dato che viene mostrato da lontano come un "oggetto volante non identificato".
Questi inconvenienti nuocciono leggermente ad un film peraltro piuttosto brillante, soprattutto per la varietà che offre al genere recente a cui appartiene, poiché si allontana completamente dallo stile del Primo film Godzilla O il suo seguito, per mostrarci una storia ambientata in un luogo lontano dalla grande città e con un mostro che non assomiglia per niente al già citato Godzilla.
![[Scienza dell'orrore] Rodan – I figli del vulcano (1956)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2015/05/rodan-tanks.jpg)
Curiosità sul film:
- Il nome originale del mostro volante è Radon, poiché deriva dalla parola Pteranodon, ma in Occidente è stato cambiato in Rodan.
- Rodan è riapparso più volte nei film Godzilla come ruolo secondario. Anche i Meganulon sono stati recuperati per il film Godzilla contro Megaguirus (2000)
- La versione americana di questo film è stata modificata aggiungendo nuove scene e rimuovendone alcune dalla versione giapponese, tuttavia ci sono anche alcune scene che sono state scartate per la versione giapponese e che stranamente sono state incluse nella versione americana.
- Il design di Rodan è chiaramente basato su uno Pteranodonte, tuttavia inizialmente questo mostro sarebbe dovuto essere una specie di uccello preistorico, come si può vedere in alcuni manifesti pubblicitari.

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