[Incontro…] Carpanta

annuncio
Tempo di lettura: 11 minuti
Nome
Carpanta
Prima apparizione:
Non ufficiale: Thumb # 3 (1947) Ufficiale: Thumb # 7 (1947)
Creatore
Escobar

Come ho già accennato in più di un'occasione, buona parte dei personaggi più famosi e amati della casa editrice Bruguera appartenevano a un contesto ben preciso, e non particolarmente felice. Intendo quello del Dopoguerra spagnolo, un lungo periodo le cui conseguenze furono prolungate dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e dai duri e lunghi anni di isolamento internazionale che seguirono alla sconfitta delle potenze fasciste. Sono stati momenti di repressione, censura e indottrinamento sul piano politico e di stenti, fame e miseria sul piano quotidiano e di sussistenza. Tra tutti, c'è un personaggio che, più degli altri, si erge come l'icona principale di quest'epoca, con il quale il grado di empatia da parte del pubblico raggiunse livelli così alti da oltrepassare i margini di questo periodo e acquisire un carattere senza tempo, lasciando un segno chiaro nella cultura popolare. Sto parlando, ovviamente, di Carpanta, l'affamato vagabondo di mezza età del grande Josep Escobar i Saliente, meglio conosciuto semplicemente come Escobar.

Le origini del personaggio

Inizialmente concepito con il nome Manduca (cibo), che non si concretizzò nel risultato finale, infine conosciuto come Carpanta (“fame violenta”, secondo la RAE) Ha tenuto fede al suo nome fin dal momento del suo debutto. In quel primo fumetto, intitolato 13 sul tavolo, fin dai primi numeri della rivista Pollicina nella sua nuova fase iniziata nel 1947, abbiamo visto la nascita di un omino vestito con vestiti logori da mendicante e un cappello di paglia a tesa larga, barbuto e un po' sdentato. Anche se fisicamente somigliava poco all'aspetto che avrebbe poi acquisito, il tratto principale della sua personalità era già perfettamente stabilito e non era altro che la sua fame eccessiva. In quest'avventura, il maggiordomo di una baronessa preoccupato per la presenza di tredici commensali, il numero sfortunato, fa entrare a Carpanta, fingendosi il marchese Aspirinof di Bulgaria, in cambio di promettigli una buona cena. I modi rude del protagonista susciterebbero stupore in questo entourage aristocratico.

[Incontro…] Carpanta
Prima apparizione di Carpanta. Era molto diverso da quello che conosciamo, ma già allora pensavo al cibo.

Tuttavia, quel personaggio (che alcuni chiamano altri come il vagabondo americano Pete il vagabondo (1932), creata dall'americano Russell in piena Grande Depressione) poteva essere considerata una sorta di “esperienza pilota”, poiché il titolo della serie non appariva ancora nell'intestazione ed era priva del suo abbigliamento distintivo. Perciò, Il primo fumetto della serie stessa è Carpanta e il biglietto, pubblicato quattro numeri dopo. In esso indossava già parte della sua estetica definitiva, come a cappello semplice, ma non logoro, una maglietta a righe, una giacca e il suo classico colletto alto e rigido della camicia quale collare.

[Incontro…] Carpanta
Primo fumetto della serie stessa.

Con il progredire dei fumetti, il personaggio di Escobar ha acquisito rapidamente il suo aspetto caratteristico. I primi cambiamenti da notare furono nel suo abbigliamento, adottando il suo definitivo abito nero (e cappello) con papillon. Più tardi, questi furono evidenti sul suo naso. Dall'avere il naso appiattito e all'insù comincia ad averne uno più prominente. nello stile di Bruguera. Ciò che conserverà sempre dalle sue origini sarà il barba, così come la sua mancanza di denti, il cui numero sarà addirittura ridotto (uno o due a seconda dell'età del fumetto, quest'ultimo corrispondente al più recente).

annuncio
[Incontro…] Carpanta
Pochi numeri dopo aveva già i suoi vestiti finali.

La fame aguzza l’ingegno

Carpanta è un “professionista affamato”, o un “laureato più velocemente”, tra gli altri riconoscimenti da lui stesso assegnati. Dato che mangia al massimo un'oliva ogni tre mesi, il poveretto ha sempre una fame canina. La sua unica preoccupazione è la ricerca del cibo (“muovendo i baffi”, come dice spesso) per soddisfare il suo vorace appetito. Per fare questo ricorrerà a tutti i metodi a sua disposizione, come ad esempio offrire qualche tipo di servizio in cambio di un po' di cibo, approfittare di offerte, promozioni e concorsi, allevare polli per mangiarli quando diventeranno adulti, o direttamente tramite furto o frode attraverso ingegnosi trucchi, dando prova della più genuina malizia spagnola, in tal caso sarà il bersaglio delle ire dei negozianti, generalmente anche piuttosto furbi.

[Incontro…] Carpanta
Qualsiasi trucco va bene purché “muova i baffi”.

Uno dei suoi metodi più comuni è quello di mangiare al ristorante senza pagare in cambio del lavaggio dei piatti (questa procedura è talmente normalizzata che propone addirittura di lavare i piatti prima di mangiare per migliorare la digestione). Tutto questo sarà vano, perché non importa quanto ci provi, accadrà sempre qualche inconveniente che ti impedirà di mangiare. Niente al mondo sfuggirà al suo destino, perché non potrà mangiare un boccone anche se qualche buon samaritano lo invitasse a mangiare. Anche se in un'occasione molto rara ci riesci, qualche calamità renderà la tua digestione non molto piacevole.

Il mondo Carpanta

Si chiama il migliore amico di Carpanta Protasio, un individuo di mezza età, abbastanza paffuto, con berretto e baffi. Pur essendo anch’esso impantanato in una marcata precarietà economica, los negocios de este personaje son más fructíferos que los de su camarada, por lo que dentro del nivel de pobreza en el que se desenvuelven, come con más asiduidad y muestra un mínimo desahogo que parece opulencia a ojos de Carpanta. Por ejemplo, una chabola con huerto y jardín, por muy minúscula que sea, le parece una mansión al lado de la improvisada vivienda bajo un puente del Llobregat en la que vive, pese a que se las haya apañado bastante bien para amueblarlo y acondicionarlo, puesto que posee cama, algunos electrodomésticos y puerta o cortina según la historieta. Ambos pueden colaborar en algún negocio que les permita «mover el bogite», del cual nuestro hambriento personaje saldrá mal parado. Otras veces son competidores directos y se boicotearán mutuamente. En alguna historieta veremos a Protasio compadeciéndose por la suerte de Carpanta, pero finalmente prevalece su tacañería disfrazada de favor hacia su amigo. Sin duda es una amistad un tanto peculiar.

[Incontro…] Carpanta
A Protasio siempre parece irle mejor que a su amigo.

El hambre de Carpanta depende de su desafortunado sino. Pero, ¿quién controla el destino? Esta pregunta, de profundo contenido filosófico, tiene fácil explicación en sus historietas. No es otro que Escobar, por lo que es natural que el personaje se rebele contra su autor. Escobar se convierte así en un personaje más de su obra, que hace acto de presencia de tanto en tanto. Sus creaciones le conocen como “papá Escobar” (Carpanta le puede llamar también “padrastro” o “padrino” de forma despectiva), y como si de un padre se tratara, en algunos momentos acude a él para suplicarle que le deje “mover el bigote”, pero éste se mostrará en todo momento inmisericorde con la suerte de su desdichada creación, con frases tan lapidarias como “lo siento, Carpanta, pero tu destino es no comer”. Podríamos decir que el propio autor no sale muy bien parado en la imagen que proyecta de él mismo, porque en última instancia es el “malo de la película”, causante de todas sus desgracias.

[Incontro…] Carpanta
Escobar lo dice sin tapujos: él y su familia viven a costa del hambre de Carpanta.

Un último personaje a destacar es Valeriauna chica morena y atractiva que conoció cuando se vio forzado a mudarse al puente de la autopista, en la historieta Y llegó el amor. Se enamora perdidamente de ella nada más verla, hasta tal punto que incluso el mismísimo hambriento por antonomasia perdió el apetito, desperdiciando así la oportunidad de comer un pollo que ésta le había entregado. La relación parecía ir bien, e incluso se fueron a vivir juntos a una minúscula barraca que construyeron con los restos de un avión. Pero el enamoramiento de Carpanta duró poco. La comida volvió a ser su máxima prioridad, hasta el punto de ignorar a la pobre Valeria. A pesar de los denodados intentos de ésta por agradar a Carpanta para se le declare, sólo conseguirá el efecto contrario.

[Incontro…] Carpanta
Cupido fue muy certero, ya que fue amor a primera vista (eso sí, no duró mucho).

Conclusione e raccomandazioni

Carpanta se ha erigido por méritos propios como el gran icono de la posguerra española. En sus páginas aún retumba el eco de aquella España del hambre, del estraperlo y las cartillas de racionamiento. Su hambre perpetua fruto de sus infortunios en la búsqueda de sustento y su carácter entrañable propiciaron la conexión casi instantánea con el público de la época, y su longevidad (su serie llegó hasta 1984 en la revista Mortadelo, y todavía le llegaríamos a ver en una historieta de Zipi y Zape de 1991) dejó una huella duradera en varias generaciones de lectores. A pesar de que, al igual que ocurrió con La signora Urraca, los rigores de la censura atemperaron algunos de sus rasgos, su esencia se mantuvo, y aún hoy se recuerda la famosa expresión “tener más hambre que Carpanta”.

Existen varios ejemplares recopilatorios publicados a finales de los 40 y principios de los 50 en las colecciones Magos del Lápiz E Magos de la Risa . Del primero, existe uno de número y fecha sin determinar y otros dos correspondientes a los números 28 y 36. Del segundo, aparece en los volúmenes 2, 9, 21, 28, 34 y 40.

Desde entonces, no hubo más publicaciones por el estilo hasta  los ejemplares de la colección Olé ¡Siempre a punto de comer! (#30, 1981) E ¡Quién pudiera comer! (#305, 1985), y ya con el relevo de Ediciones B, en el especial Magos del Humor 50 aniversario de Carpanta (#61, 1995).  

Además, debido la notable fama de la serie, se encuentra entre los pocos personajes que dieron su nombre a una revista. Se trata de “Super Carpanta”, una publicación compuesta de 56 números que existió durante casi cinco años, de 1977 a 1981.

Por otra parte, existen varios Super Humor, compartiendo espacio con los personajes de Escobar Zipi y Zape, pero sobre todo con los de Ibáñez, como Mortadelo y Filemón, el Botones Sacarino y Rompetechos.

Pero como suele suceder con la mayoría de los clásicos del cómic en este país, hoy en día ha sido condenado al olvido casi absoluto. No hay casi nada exclusivo de Carpanta en lo que llevamos de siglo XXI. Como ya comenté cuando hablé de Abbraccia il troglodita, los únicos recopilatorio existentes son los del coleccionable Clásicos del Humor editado por RBA en 2008 y reeditado en 2009, correspondientes a los números 8 y 19, y que ya no se encuentra en ningún catálogo. Lo único que quizás (recalco lo que quizás) se pueda encontrar en las librerías es Lo mejor de Escobar (Super Humor Clásicos #5, 2008), un homenaje al autor en el que además de Carpanta, encontraremos aventuras de otros personajes del autor como Zipi y Zape y Petra entre otros. No es un recopilatorio exclusivo, y no hace honor en absoluto a la transcendencia del personaje, pero algo es algo. Todavía sigue pendiente uno o varios tomos que reúnan las mejores historietas de todas las etapas por las que pasó la serie. Esperemos que llegue algún día.

annuncio
0 0 voti
Nota per l'utente
Iscriviti
Avvisami di
ospite
0Commenti
Più vecchio
Più recente I più votati