[Recensione] Désida

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Tempo di lettura: 7 minuti
Disegno
Bardeo
Copione
Bardeo
Editoriale
desktop publishing
Generi
Azione, thriller, politico, distopia
Anno di pubblicazione
2021

Immaginiamo per un momento una realtà parallela, distopica e fantastica, ma con così tanti parallelismi con quella che conosciamo che è impossibile non guardare indietro, al recente passato, e avanti, nella direzione del nostro presente precario e futuro incerto. Nel marzo 2020, il La piaga del virus informatico Wurm, con epicentro a Wuhan (Cina), ha scosso le fondamenta dell’economia globale, fortemente dipendente dalla tecnologia informatica. Questo disastro è stato il catalizzatore di a nuova guerra fredda tra potenze decadenti ed emergenti. L’Unione Europea, invece di restare in disparte e beneficiare di una posizione neutrale, si è schierata, e il risultato è stato una nuova battuta d’arresto economica e una maggiore subordinazione della periferia meno sviluppata del continente. Il “miracolo economico” di Progetto Talpa, lavori di fratturazione idraulica su larga scala per ottenere una fonte di energia redditizia, furono solo l’innesco del vero disastro. IL terremoti Proliferarono ovunque, lasciando in rovina e socialmente declassati i centri urbani, dove le mafie imponevano la loro legge. La periferia, più moderna, resistette meglio, e divenne la nuova zona “rispettabile” delle città.

E, così, arriviamo al 2029, punto di partenza Desida, il fumetto autopubblicato di Bardeo che ci riguarda oggi. In molti non hanno divertito il fatto che Keriot, cantante e tastierista del gruppo che dà il nome all'opera, ritorni sulle scene dopo un periodo di ritiro e, nel bel mezzo di un'intervista dal vivo, debba difendersi dalla Security, che tenta di espellerlo dal set. Mentre impugna la sua arma, vediamo come appare una freccia con P1 (giocatore 1) sopra la sua testa...

Per l'introduzione di questa recensione ho fatto riferimento al panorama descritto come “realtà parallela” rispetto al mondo reale, ma, in realtà, una delle caratteristiche principali di questo fumetto è quella di presentare due piani paralleli. E, come avrete intuito, quanto descritto fino a quel momento è successo all'interno di un videogioco. La “realtà”, all’interno dell’universo immaginario dell’opera, inizia nel maggio 2021. È un mondo meno caotico di quello descritto, ma non è ancora esente da problemi economici, incertezze e disordini. Il protagonista di quella storia è Uli, un uomo su una sedia a rotelle che ha scoperto un misterioso videogioco Desida in un forum Internet situato sulla vecchia rete globale, al di fuori della rete statale esente dal virus Wurm, violando le regole del distanziamento informatico (cioè che La “realtà” e il videogioco convergono su questo punto, basandosi su quegli eventi come punto di partenza del suo approccio). Un altro personaggio apparentemente importante è Lauren, una ballerina disoccupata che frequenta a sessione di motion capture per un videogioco, come il fratello di Jordan Mechner in Principe di Persia. Uno in cui, come vedremo, accadranno cose un po’ strane.

D'altra parte, nel videogioco a cui gioca Uli, abbiamo quanto sopra Keriot, il giovane cantante e tastierista dall'acconciatura che ricorda lo stile giapponese, lunga ma allo stesso tempo appuntita, che combatterà contro l'opprimente sistema dei tecnocrati brandendo la sua supporto per microfono trasformato in un'arma avendo al suo posto un grosso coltello affilato (e in compagnia di un gatto con una sciarpa rossa legata al collo). Resta da vedere fino a che punto i due mondi siano così distanti.

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[Recensione] Désida
Uli è il protagonista di questa storia.

Desida È un fumetto con una grande carica politica. Utilizzando un contesto immaginario come sfondo, ma con evidenti riferimenti ai nostri tempi turbolenti, Bardeo realizza a dura critica sociale. Non devi essere una lince per vedere dentro il virus informatico Wurm, l’equivalente informatico del Covid-19 (hanno addirittura avuto origine nello stesso posto!). IL nuova guerra fredda Che questo evento lo abbia esacerbato, lo stiamo sperimentando anche sulla nostra carne, e in modo sempre più lacerante perché, proprio come nel fumetto, l'Ue non ha saputo non intromettersi, anche a scapito dei propri interessi. IL crisi economica perenne, strutturale per molti, anche a partire dal 2008, con un nome quasi identico (fallimento della Lemmond Bros.), nonché il mancanza di sovranità dei paesi meno ricchi dell’UE. Mágeryt (la ciudad en la que transcurre la acción en ambas realidades) es claramente Madrid, y no sólo por lo similar de su fonética, sino por sus enclaves bastante reconocibles, como es el caso de la Puerta del Sol. Ahí transcurre una manifestación que recuerda a la de aquel 15M. Para quienes nos lean desde otros países, fue una manifestación de proporciones colosales que tuvo lugar el 15 de marzo de 2011 que devino en movimiento. Una especie de mayo del 68 a la española y en el siglo XXI y que, desde mi punto de vista, fue el catalizador de la crisis en el plano ideológico casi en la misma medida que la de 2008 lo fue en el económico.

En relación a este tema, hay dos cosas que me gustaron especialmente. Una, la sublime representación de la televisión, en particular sus presentadores y tertulianos, como burdos propagandistas que sólo son neutrales de labra. Otra, el hecho de que Uli, teniendo claras inquietudes políticas, sea un desencantado de entre (y de) los desencantados. No podría sentirme más identificado.

[Recensione] Désida
Los presentadores y tertulianos no distan mucho de los que vemos en nuestras televisiones.

Con respecto al grafismo, el autor nos ofrece un estilo bastante personal con un notable potencial descriptivo y expresivo, con cierto regusto underground, y con un marcado dinamismo en las escenas de acción (líneas cinéticas, efectos de golpes, onomatopeyas…). Pero lo más notable se encuentra en el tratamiento del color. Mientras que el mundo real aparece en el blanco y negro más absoluto, las escenas del videojuego se tornan a todo color (y con un logrado efecto de luminosidad en ciertos momentos, como cuando se nos revela Keriot como un personaje de videojuego). El diferente tratamiento del color según la situación constituye, sin duda, de un recurso narrativo muy poderoso, tal y como pudimos ver en I solchi del caso. Si en uno el pasado parecía más vívido tangible y, en definitiva, real que el propio presente, aquí es el videojuego el que prevalece sobre el mundo real.

El presente volumen de Desida (que, por cierto, es en tapa dura) es sólo el principio. Así lo sugiere el mismo comienzo, cuando, junto al título principal, aparece especificado “Acto I” y, conforme llegamos al final, lo constatamos al ser testigos de tantas preguntas sin respuestas. Espero que Bardeo saque adelante su segundo tomo, pero, de momento, podéis haceros con él en formato físico en Gumroad y en Amazon en versión Kindle. Desde Combogamer, le agradecemos de corazón habernos confiado un ejemplar para esta reseña (¡y dedicado, por si fuera poco!).

[Recensione] Désida
Las partes del videojuego están a todo color.
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