Poster di storie che non osi raccontare

[HorrorScience] “Storie che non osi raccontare”: un viaggio di orrore e mistero in un edificio infestato

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Tempo di lettura: 6 minuti
Portada de Historias que no te atreves a contar
Anno
2021
Distribuzione
Sung Jun, Kim Hong-pa, Seo Hyun-woo, Kim Bo-ra, Lee Chang-hoon, Lee Dong-kyu
Direttore
Jo Ba-Reun
Copione
Jo Ba-Reun

Se c'è qualcosa che mi piace di più di un buon film horror, è quello che riesce a sorprendermi con una narrazione ben strutturata e atmosfere che ti restano impresse. Oggi vi parlerò di"Storie che non osi raccontare"(originariamenteGoe-gi-maen-syon), un film diretto daJo Ba-Reunche, pur non reinventando il genere, offre un interessante mix di storie agghiaccianti e un'ambientazione da far rizzare i capelli. Pronti ad approfondire i suoi misteri?

La storia segueJi-woo, uno scrittore diwebtoonsorrore interpretato daSung Joon, che è alla ricerca di ispirazione per il suo prossimo progetto. La sua ricerca lo porta aPalazzo Gwanglim, un condominio fatiscente pieno di storie oscure. Lì incontra il custode del luogo, che gli racconta cinque macabre storie accadute in diversi appartamenti del palazzo. Ogni storia coinvolge personaggi diversi: uno scrittore, un agente immobiliare, uno studente straniero, un impiegato di farmacia e la stessa badante. Mentre Ji-woo ascolta queste storie, diventa ossessionato dal luogo e dai suoi segreti, senza rendersi conto che lui stesso potrebbe diventare la prossima vittima della maledizione che sembra infestare l'edificio.

Cosa funziona (e cosa no): un equilibrio fragile

Cominciamo con il buono:l'atmosfera. Gwanglim Mansion è un personaggio in sé. I suoi corridoi bui, le porte cigolanti e le ombre che sembrano muoversi da sole creano una sensazione di oppressione che ti tiene nervoso. Jo Ba-Reun sa giocare con la tensione visiva, utilizzando inquadrature strette e luci soffuse per aumentare la sensazione di claustrofobia. Inoltre, il film presenta alcuni momenti davvero agghiaccianti, come l'apparizione di una figura spettrale in uno degli appartamenti o il rumore di passi che non dovrebbero esserci.

Le esibizioni sono un altro punto forte.Sung Joonpoiché Ji-woo è convincente nel suo ruolo di scrittore ossessionato e la sua trasformazione da scettico a credente è credibile.Kim Hong-pa, che interpreta il custode, porta una presenza inquietante che aggiunge peso alle storie che racconta. Tuttavia, alcuni personaggi secondari nelle singole storie sembrano un po’ piatti, il che significa che non tutte le storie hanno lo stesso impatto.

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Ora parliamo di ciò che non funziona così bene.Il ritmoÈ irregolare. Con una durata di 106 minuti, il film a volte sembra lento, soprattutto nei segmenti che non riescono a mantenere la tensione. Alcune storie, come quella sullo studente straniero, hanno meno impatto e sembrano riempitive. Oltretutto,la sceneggiaturaHa alcune questioni in sospeso. Ad esempio, non è chiaro come tutte le storie siano collegate oltre a svolgersi nello stesso edificio o se i personaggi si incrocino occasionalmente, il che potrebbe lasciare ad alcuni spettatori più domande che risposte.

Una coreografia di simboli (e qualche sassolino nella scarpa)

Visivamente il film è buono. Il contrasto tra il decadimento dell'edificio e momenti soprannaturali, come l'apparizione di una figura spettrale in uno degli appartamenti, crea una bellezza inquietante. Gli effetti pratici, dalle ombre che si muovono da sole al trucco dei fantasmi, sono efficaci e aggiungono realismo alle scene horror.

Ma attenzione, ecco che arriva unMa: L'uso della CGI in alcune sequenze (come le fugaci apparizioni di fantasmi) sembra datato e interrompe l'immersione. In un film che prende così sul serio la propria atmosfera, questi dettagli irritano.

E il messaggio? uno specchio rotto

Senza spoilerare, il film parla di ossessione, paura dell'ignoto e di come le storie che ci raccontiamo possano diventare la nostra prigione. Ji-woo, cercando ispirazione nell'orrore, finisce intrappolato in un incubo dal quale non può uscire. Il film non offre eroi o cattivi chiari, ma solo persone travolte in un vortice di superstizione e disperazione.

Naturalmente, il suoambiguità finaledividerà il pubblico. Mentre alcuni lo vedranno come un buon finale aperto a interpretazioni, altri riterranno che l'investimento di più di un'ora e mezza meritasse una chiusura meno criptica.

Consiglierei “Storie che non osi raccontare”? Assolutamente sì, ma con avvertenze. Non è un film da guardare con popcorn e risate; È un’esperienza che richiede pazienza. Quindi, se hai il coraggio, prepara una coperta (per nasconderti), un caffè (per evitare di dormire) e chiama un amico (per discutere del finale). Perché dopo i titoli di coda l'unica cosa certa è che ne vorrete parlare... anche solo per dire: "Che succede?"

Curiosità su “Storie che non osi raccontare”

  1. Ispirazione reale:Jo Ba-Reun si basava su voci di edifici abbandonati in Corea del Sud, dove i residenti attribuivano le sparizioni a fenomeni paranormali.
  2. L'edificio esiste:Gwanglim Mansion si ispira a un vero edificio di Seoul, noto per la sua storia di abbandono e le voci di attività paranormali.
  3. Il custode misterioso:Kim Hong-pa, che interpreta il custode, ha improvvisato molte delle sue battute per dare più autenticità al suo personaggio.
  4. Effetti sonori bizzarri:Los gemidos de los fantasmas se crearon mezclando grabaciones de vientos fuertes y susurros distorsionados.
  5. Final alternativo:Originalmente, la película terminaba con una escena más explícita que mostraba el destino de Ji-woo, pero Jo Ba-Reun la descartó por considerarla «demasiado obvia».
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