
Cellulari e videogiochi sono due elementi che convergono quasi trent’anni fa. Il primo telefono a includerne uno di fabbrica fu l'Hagenuk MT-2000 (1994), in cui i suoi utenti trovavano una versione monocromatica e verdastra dello schermo LCD. Tetris, che in questo senso ricordava la sua controparte GameBoy, anche se, sì, con uno schermo retroilluminato. Ma sarebbero passati tre anni prima che i videogiochi diventassero estremamente popolari su quei dispositivi. Tutto questo grazie al Nokia 6110 (1997) ed al suo classico Serpente, un gioco vecchio quasi quanto questo stesso ramo dell'industria dell'intrattenimento (è addirittura del 1976, il che significa che Pong ha solo quattro anni in più), ma che molti millennial inevitabilmente associano ai telefoni cellulari. Il Nokia 7110 (1999) ha segnato un'altra pietra miliare consentendo la connessione a Internet tramite il suo browser WAP (che fungeva da “filtro” adattandolo ai grandi limiti del dispositivo).
Questi giochi erano ridotti a una manciata di pixel, spesso monocromatici, ma la vera rivoluzione sarebbe arrivata con i telefoni cellulari che eseguivano Java, all’inizio degli anni 2000. Abbiamo già trovato giochi a colori e grafica relativamente complessa, sempre più paragonabili alle console portatili. Nokia ha addirittura osato, con il suo N-Gage (2003), provare a emulare una vera e propria console portatile (la sua forma ricordava in qualche modo la GBA). I titoli con un gameplay completamente tridimensionale, come la versione di Tomb Raider, hanno mostrato il loro potenziale.
È in questo contesto che il internazionalmente noto come Mort e Phil, il primo videogioco mobile Mortadelo e Filemon (i famosi agenti TIA dei fumetti di Francisco Ibáñez), dalla mano di Mobile Solutions Consulting Group e BRB Internacional (lo stesso produttore della serie animata del 1995), di cui parleremo in questo articolo.
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Seleccion-de-nivel2.png)
All'epoca del 2006, gli agenti TIA erano in qualche modo incasellati, per quanto riguarda i videogiochi. Come abbiamo visto nel ns Speciale Mortadelo e Filemón dal Bonus numero 32, per quasi un decennio sono apparsi solo nelle avventure grafiche di Zeta Multimedia e Alcachofa Soft. In questo senso, Mort e Phil Non ha significato solo un cambio di piattaforma (da PC a mobile), ma anche di stile.. Se dovessimo confrontarlo con qualcuno di quelli usciti in quel periodo, il più vicino a questo sarebbe Safari in strada (1989), ma, mentre in questo c'è più azione, dovendo catturare polli e portarli a Mortadelo per cucinarli mentre evitiamo diversi pericoli (nel caso della prima fase) o evitiamo gli oggetti contundenti che il Super ci lancia alternando i diversi costumi di Mortadelo (seconda fase), Mort e Phil È più deliberato e premuroso mentre Non ci sono nemici in quanto tali e, nell'avanzare sul palco, è l'ingegno che funziona.
Ogni fase è composta da una moltitudine di ostacoli che bloccano il nostro cammino, e che possiamo superare solo con le diverse capacità di Mortadelo e Filemón, con i quali possiamo alternarci premendo verso il basso sul pannello direzionale o sul pulsante 8. Uno degli elementi che più spesso ostacolano il nostro cammino sono i porte, che possono essere aperti solo attivando i relativi leva con il pulsante 5 o il pulsante OK sul cellulare (o il pulsante Invio, se giochiamo con l'emulatore su PC), ma la stessa cosa succede con piattaforme o punte mobili. Una volta liberata la strada, non ci resta che farlo andiamo alla fine dello schermo con entrambi i personaggi, a quel punto passeremo alla fase successiva. Come al solito, i primi livelli sono molto semplici, così ci abitueremo alla meccanica di base, per poi diventare progressivamente più confusi.
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Bloques.png)
Di per sé, non è richiesta alcuna abilità specifica per premere le leve che sbloccano questi ostacoli sul palco. Il punto è arrivare a loro, ed è qui che entrano in gioco. È molto probabile che questi meccanismi si trovano in luoghi apparentemente inaccessibili, quindi solo quello Mortadelo possono raggiungerli indossando i loro costumi, qualcosa che otterremo premendo il pulsante 0 (questo, in effetti, avviene all'inizio della prima fase, quindi passeremo molto tempo senza muoverci di un centimetro finché non scopriremo quei meccanismi, se non guardiamo prima i controlli nel menu). Filemone, dal canto suo, può anche sbloccare i progressi nei punti in cui è necessario spostare i blocchi in movimento per continuare, poiché è l'unico in grado di farlo. Per fare ciò, dovremo afferrarle premendo gli stessi pulsanti delle leve, trascinarle con la sinistra o la destra del pannello direzionale, o rispettivamente con i pulsanti 4 e 6 e premere nuovamente 5 o OK per rilasciarle.
Vedremo i suoi difetti nelle questioni giocabili, ma è un piacere poterlo fare controlla direttamente Mortadelo con i suoi diversi costumi, opportunità che in quegli anni non ci davano fin dalla seconda fase del Safari in strada. Questi costumi sono relativamente vari, però no todos ellos están disponibles en la misma fase. El de rana nos permitirá saltar a grandes distancias, aunque nuestra barra de vida bajará si nos estrellamos contra el techo. Con el de pájaro, podremos volar para llegar a lugares inalcanzables de otro modo, si bien también hay que controlar la trayectoria para evitar estrellarnos. El de lagartija nos permite pasar por pasadizos estrechos y correr a grandes velocidades cogiendo carrerilla para llegar a plataformas distantes. El futbolista da patadas a los bloques (o al propio Filemón). El de tortuga simplemente forma una pequeña plataforma desde la que Filemón puede saltar.
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Rana.png)
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Pajaro.png)
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Tortuga3.png)
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Lagartija.png)
Ya que estamos con la jugabilidad, debo señalar que deja de desear en muchos aspectos. En concreto, los saltos pueden volverse una tortura debido a su rigidez, y un juego con componentes plataformeros que no cuida sus saltos equivale a un golpe mortal a su sistema de control. Para saltar en diagonal, es necesario pulsar el botón de salto (arriba o 2) junto a los de dirección, pero no tolera el más leve desfase entre ambos. En otras palabras, si se ha pulsado un poco antes el salto vertical, vertical se quedará (no me quiero ni imaginar cómo tendría que ser manejarlo desde el teclado de un móvil). Por si eso no fuera suficiente, esa misma rigidez tampoco le permite adaptarse al más mínimo elemento que se ponga en nuestro camino, por lo que, en determinados momentos, tendremos que saltar en el punto exacto para no caer, por pequeño que sea el hueco que nos separe de una plataforma a otra. Para colmo de males, al juego no le faltan bugs que podrían dar al traste una partida.
Ahora bien, hay un lado bueno, y es el hecho de que no haya pantalla de game over, lo que equivale a que tengamos continuaciones infinitas. Además, cuando volvamos a jugar podremos seguir desde el nivel desde donde lo dejamos, así como seleccionar cualquier fase que hayamos completado, mientras que el resto permanecen bloqueadas hasta que lo logremos, hasta un total de 14 existentes. El objetivo final es el de rescatar al Súper (algo que sólo sabremos por una nota de prensa, pues en el propio juego jamás se indica, ni tan siquiera al completarlo).
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/image.png)
Por lo que se refiere al apartado gráfico, es una delicia. Sus gráficos a todo color evidencian las virtudes de los juegos Java de aquella época en esa materia, que nada tenían que envidiar a las portátiles del momento, y son muy fieles a la estética de Ibáñez. Es cierto que los juegos de Mortadelo y Filemón tienen esa virtud, pero este caso es muy especial. Creo que nunca lo había mencionado, pero en realidad existen dos Mortadelo e Filemon a nivel de grafismo. De un lado, está el de las portadas (y el de cómics excepcionales como solfato atomico), que se prodiga mucho más en los detalles. De otro, el de las propias historietas, que se caracteriza por su mayor sencillez. Los de Zeta Multimedia se asemejan a los Mortadelos de las portadas, mientras que Mort e Phil emula el esquematismo de las viñetas en los fondos con detalles como la silueta de los edificios o las paredes de los interiores de las casas, con esos triangulitos que parecen telarañas, y reproduce los efectos visuales y las onomatopeyas de los golpes, y eso para los que hemos pasado años sumergidos en sus páginas es un gustazo. Además, en el propio menú se reproducen viñetas de los cómics. Con el tamaño y definición más bajos de las pantallas de los móviles de esos años, los píxeles se notarían mucho menos, lo que tendría que dar la impresión de estar ante un tebeo en movimiento. En este mimo por los detalles del tebeo, nuevamente sólo puede ser comparado con Safari in strada.
Con respecto al sonido, la música se reduce a la melodía del menú de inicio, que es la del opening de la serie de 1995 (y otra al completar el nivel que suena cuando le apetece). Este detalle deja sentir que quienes están detrás del juego son los mismos que los de ésta y supone toda una bofetada de nostalgia. Los efectos sonoros se reducen a los golpes que vayan recibiendo los agentes de la TIA, que les hace salir disparados y merman su barra de vida, y al accionar de las palancas.
![[Suonando...] Mort & Phil / Mortadelo y Filemón (2006)](https://combogamer.com/wp-content/uploads/2024/09/Mort-Phil-Mortadelo-y-Filemon-2005-Puertas.png)
En suma, Mort e Phil es el primer videojuego para móviles de Mortadelo e Filemon. Lanzado en 2006 por Mobile Solutions Consulting Group y BRB Internacional, sus gráficos a todo color, acordes a los títulos Java de la época, emulan magníficamente la sencillez propia de los tebeos de Ibáñez, desde los detalles del fondo hasta los efectos visuales y onomatopeyas al recibir golpes. Resulta igualmente grato aprovechar las distintas ventajas de cada disfraz de Mortadelo (cinco diferentes, aunque no todos disponibles en la misma fase), alternando entre éste y Filemón para ir desbloqueando los obstáculos del escenario para llegar hasta el final de la pantalla y pasar a la fase siguiente, en pos del rescate del Súper. Además, la melodía es la misma que la de la serie animada de 1995 (no en vano está detrás la misma productora). Desgraciadamente, la rigidez de sus controles, en especial del salto (particularmente sangrante tratándose de un juego con tintes plataformeros), así como sus bugs, hacen el juego más difícil, tedioso y frustrante de lo que debería.
Desde luego, la idea de este título es buenísima. Un juego de plataformas y rompecabezas en el que los agentes de la TIA colaboren entre sí, y en el que Mortadelo pueda hacer gala de sus disfraces es de lo mejor que podría ofrecer esta serie en el mundo de los videojuegos. Nunca me cansaré de elogiar su apartado gráfico, además. Esperemos que, algún día, alguien recoja el testigo y desarrolle un sucesor espiritual que corrija sus deficiencias al tiempo que mantenga todas sus virtudes.

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